Il gioco d’azzardo nelle regioni italiane

Il Consigliere Franco Zaffini di Fratelli d’Italia è stato fautore della necessità di realizzare una casa da gioco per ogni Regione Italiana e questo per soddisfare il desiderio di tanti giocatori e per evitare il dilagarsi del gioco illegale, ma questa sua iniziativa si è dovuta “arrendere” quando lo stesso Consigliere ha recepito che lo Stato “preferiva” puntare sul gioco nelle sale, nei bar, nelle tabaccherie cedendo all’esigenza “impellente” di fare cassa lasciando però da sole le Regioni e le Amministrazioni a sostenere i costi sociali e sanitari delle conseguenze del gioco patologico. La realtà, sottolinea Zaffini, è proprio questa: il costo sociale per aiutare i giocatori che “incappano” nel disagio del gioco compulsivo, quindi la proposta di un aumento dello 0,92% dell’Irap sui locali che hanno apparecchi da gioco è forse l’unica strada per aiutare le Regioni a trovare i fondi per contrastare la ludopatia.

Lo Stato non fa una legge in grado di determinare una minore disponibilità di gioco ed anzi i punti di gioco sono sempre presenti e poco controllabili: non vi è la possibilità di un accurato controllo sopratutto per verificare l’età dei giocatori e questo espone le categorie più deboli, gli anziani, i giovani e gli stranieri a gravi rischi. E’ necessario quindi proseguire nel contrasto del gioco patologico con piani di azioni reali e concreti, con la creazione di un marchio regionale “no slot” rilasciato dai Comuni per gli esercenti che scelgono di non installare apparecchiature per il gioco d’azzardo in modo che tali punti siano facilmente rintracciabili.