Le imprese italiane del gioco d’azzardo legale

Vediamo di proporre qualche riflessione dopo i vari “tira e molla” dei nostri politici sull’esistenza o meno delle imprese che si occupano del gioco d’azzardo: negli ultimi dieci anni gli operatori del settore sono stati spinti ad oltranza ad investire e svilupparsi per “sostenere l’ingordigia” del nostro Erario, il gioco si è espanso a “macchia di leopardo”, ma non riusciamo a definire se sia proprio ed unicamente “responsabilità” delle imprese oppure responsabilità da dividere con lo Stato che “ha spinto” ad oltranza per la divulgazione di giochi, scommesse e lotterie non riflettendo attentamente al “domani” ed a ciò che il gioco avrebbe portato come problematica, anche se la lungimiranza di un pensiero pratico e concreto dovrebbe imporsi sempre.

Ma forse le imprese che vendono merendine per i bimbi temono forse l’obesità e la conseguente dieta che sarà comminata al consumatore? Forse no, salvo in alcuni sporadici casi: quindi le imprese del gioco ed il nostro Stato non hanno senza dubbio “pensato oltre” e non hanno immaginato che “a forza di spingere al gioco” qualcuno sarebbe stato “schiacciato” dall’ingranaggio. Tra questo e pensare che tutto il comparto del gioco dovrebbe sparire ci passa un abisso e siamo fondamentalmente sicuri che ognuno è libero di vivere come vuole e desidera, che ognuno è arbitro di sé stesso e che nessuno “mette una pistola alla tempia” per far divertire qualcuno. Quindi, la riflessione che ci sentiamo di portare avanti è che sì il gioco deve assolutamente esistere, ma come divertimento e come tale deve essere vissuto: tutti devono aiutare per farlo esistere solo così, come è in effetti nato come puro divertimento.